L’esposizione presenta una selezione di 53 opere realizzate dal 1966, tra cui olii di grandi dimensioni e di sorprendente bellezza, arazzi coloratissimi ma anche terracotte, bronzi, disegni, oltre alla ricostruzione degli studi Sert e Son Bote, luoghi nei quali Miró creava i suoi capolavori (con tutti gli oggetti, i pennelli e gli strumenti che l’artista catalano usava durante il processo creativo, conservatisi grazie all’attività della Fundació Pilar i Joan Miró): un excursus nella produzione artistica di uno dei pittori che più ha influenzato le avanguardie europee. Un modo per capire la matericità della sua arte, a proposito della quale il pittore surrealista ebbe a dire: «Per me una forma non è mai qualcosa di astratto, ma è sempre segno di qualcosa. È sempre un uomo, un uccello, o qualcos’altro. Per me la pittura non è mai forma in sé».

Presso il Palazzo Te di Mantova dal 25 novembre 2014 al 3 maggio 2015.

Prenotazione di una visita a Palazzo Te e alle mostre temporanee di Mantova e Sabbioneta con guida turistica autorizzata.

Joan Miró. L’impulso creativo
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