Finalmente le prime precipitazioni settembrine hanno concluso un’altra afosa estate padana. Tra sabato e domenica una pioggia intensa ed insistente ha schiuso la cappa che ci ha soffocati per oltre due mesi.
Eppure… I quotidiani locali non lesinano titoli a tutta pagina dai toni apocalittici; gli strilloni esposti alle edicole riportano a lettere cubitali un tragico “Sott’acqua” e un melodrammatico “In ginocchio”. Già si piange la calamità naturale e si chiede lo stato d’emergenza.
Eppure… Qualche allagamento di cantine e di avvallamenti stradali c’è stato, ma s’è trattato d’una normale pioggia di due mezze giornate. Fino agli anni Novanta l’autunno padano portava settimane ininterrotte di pioggia: si è mai sentito parlare di diluvi o di calamità allora? O stiamo davvero vivendo il tanto invocato castigo del cambiamento climatico, che con qualche ora d’acqua ci mette fuori combattimento?
Nel frattempo come mai sono sempre meno i fossi, e quei pochi non vengono più svuotati né puliti? Come mai le nuove strade e abitazioni vengono costruite senza adeguati sistemi di drenaggio, e quelli esistenti non vengono mai sgorgati?
Vedi che quanto i fanatici attribuiscono al mutamento climatico non sia più prosaicamente solo incuria degli uomini?

(pubblicato originariamente sul sito L’Occidente al tempo del colera il 15 settembre 2008)

Prenota una visita al centro storico di Mantova con guida turistica autorizzata.

Il diluvio
Tag:         
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: