Luigi Miradori, detto il Genovesino è il protagonista di questa mostra a Cremona, in un percorso diffuso che ha il suo cuore nella Pinacoteca del Museo Civico Ala Ponzone.
Un pittore che viene descritto come un uomo “allegro, bizzarro e faceto” che, come fosse un personaggio dei suoi quadri, girava per la città con una berretta rossa in testa e la barbetta sul mento.
Un autore che oggi è possibile scoprire attraverso le sue tele.
Nei suoi quadri è infatti immediatamente visibile la formazione genovese, fortemente influenzata dalla pittura del Caravaggio.
I suoi ritratti sono caratterizzati da una grande capacità di penetrazione psicologica; le scene sacre vengono tutt’oggi considerate tra le interpretazioni più intense e originali della pittura del seicento.
L’abilità del Genovesino sta infine nell’eseguire piccole figure, con un pittura vivace e connotata da una grande libertà inventiva, in grado di regalarci uno spaccato vividamente realista sugli anni subito successivi alla peste manzoniana del 1630.
Le tracce del Genovesino si possono trovare tutt’oggi a Cremona, non solo nei quadri presenti in Pinacoteca, ma anche osservando le grandi tele di Palazzo Comunale e visitando la Cattedrale e le chiese che l’hanno visto all’opera e che tutt’oggi conservano questi capolavori.

La mostra è stata prorogata fino al 4 febbraio 2018.
Per info e prenotazioni potete contattarmi direttamente.

Inoltre chi fosse interessato può arricchire l’esperienza della visita con l’acquisto del volumetto monografico Incontrando il Genovesino, scritto da Daniele Lucchini.

Visita guidata alla mostra “Genovesino. Natura e invenzione nella pittura del Seicento a Cremona”
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