Si è sempre raccontato che la provincia di Mantova e il capoluogo in particolare fossero immuni da eventi sismici in quanto poggianti su sedimenti paludosi, e quindi su una sorta di cuscinetto protettivo naturale. Almeno fino al terremoto che ha colpito l’Emilia nel 2012.

Eppure nel pieno centro di Mantova sorge una chiesa dedicata alla Madonna del terremoto, edificata nel 1754 a ricordo della protezione data dalla Vergine in occasione del terremoto del 1693. Memoria e monito incredibilmente rimossi, tanto che il sisma emiliano (20 e 29 maggio e 3 giugno 2012) ha colto tutti di sorpresa, come si fosse trattato di un evento non immaginabile.

Il sottoscritto però appartiene alla cerchia, evidentemente molto ristretta, di chi pensa che i documenti storici, qualunque sia la forma in cui si presentano, forniscano sempre chiavi estremamente utili, quando non fondamentali, per leggere il presente e, con una buona dose di spirito analitico, il futuro. Pertanto, subito dopo le scosse del 29 maggio, ho cercato un po’ di dati d’archivio e ho avuto la fortuna d’imbattermi quasi subito nel Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani, pubblicato nel dicembre 2011 dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia: una piccola miniera che copre il periodo tra il 1000 e il 2006, davvero preziosa per chi voglia effettuare ricerche o analisi statistiche sul tema.

Per capire se la chiesa della Madonna del terremoto fosse stata costruita fuori posto o se i mantovani avessero la memoria corta, ho estrapolato una serie di dati secondo i seguenti parametri:

  • area geografica compresa tra Peschiera del Garda a nord (45.439N), Modena a sud (44.639N), Cremona a ovest (10.033E) e Ferrara a est (11.615E), vale a dire poco più della provincia di Mantova;
  • periodo fino al 2000, così da non creare allarmismi arrivando troppo a ridosso della data del terremoto emiliano;
  • magnitudine superiore a 4, vale a dire qualcosa un po’ più avvertibile della quotidiana attività sismica italiana.

Ne è rimasta una discreta serie di terremoti che ho riportato su una cartina, indicando in blu quelli avvenuti nel XII-XIV sec., in verde quelli del XV-XVII sec. e in giallo quelli del XVIII-XX sec.

A questo punto chi lo volesse può farsi su basi abbastanza oggettive un’idea di come stiano davvero le cose per il Mantovano e la Bassa padana centrorientale in genere.

(pubblicato originariamente il 12 giugno 2012 con il titolo “Mappa dello storico sismico della Bassa padana centrorientale”)

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Che ci fa una chiesa alla Madonna del terremoto nel cuore di Mantova?
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